Agosto non serve a trovare nuove idee

Agosto non serve a trovare nuove idee

Agosto ha una caratteristica particolare. Per qualche settimana il ritmo cambia.

Durante l’anno siamo continuamente esposti a stimoli.
Nuovi strumenti, nuove tecnologie, nuovi trend, nuovi linguaggi. 
Nel mio lavoro questo significa anche seguire l’evoluzione della comunicazione, del web, del branding e, oggi più che mai, dell’intelligenza artificiale.
Negli ultimi mesi ho dedicato tempo anche alla formazione, seguendo corsi e approfondimenti sullo sviluppo dell’AI e sulle evoluzioni del settore della comunicazione.
È importante continuare a imparare.
Ma credo che ci sia un’altra fase, altrettanto importante, di cui si parla molto meno: fermarsi a capire cosa farsene di quello che abbiamo imparato.
Non tutto quello che è nuovo è necessariamente utile.
Viviamo in un momento in cui ogni settimana sembra portare qualcosa di nuovo.
Un nuovo strumento.
 Una nuova piattaforma.
Una nuova possibilità.
 Un nuovo modo di produrre immagini, testi, video, siti, contenuti.
Il rischio, soprattutto per chi lavora nella comunicazione, è confondere l’innovazione con l’accumulo.

Aggiungere strumenti senza togliere nulla. 
Seguire ogni tendenza senza chiedersi se sia davvero coerente con un progetto.
 Produrre sempre di più, semplicemente perché oggi possiamo farlo più velocemente.
Ma la creatività, secondo me, non consiste nell’avere a disposizione più possibilità.
Consiste nel saper scegliere.
L’estate aiuta a fare spazio, Agosto ha una caratteristica particolare.
Per qualche settimana il ritmo cambia.
Ci sono meno email, meno riunioni, meno urgenze. Le città rallentano, le agende si svuotano e, almeno in parte, diminuisce quella sensazione di dover essere sempre produttivi.
È proprio in questo spazio che diventa possibile guardare le cose con un po’ più di distacco.
E forse anche con maggiore lucidità.
Un’idea che qualche mese fa sembrava indispensabile può improvvisamente apparire secondaria.
Uno strumento che sembrava imprescindibile può rivelarsi semplicemente interessante.
Un progetto può essere osservato da una prospettiva diversa.
E magari emerge anche qualcosa di nuovo.
Non necessariamente perché abbiamo cercato una nuova idea, ma perché abbiamo finalmente creato lo spazio mentale per riconoscerla.
La parte più difficile della creatività è spesso togliere;
nel mio lavoro di art direction mi capita spesso di pensare alla comunicazione come a un processo di selezione.
Prima si osserva.
 Poi si raccolgono informazioni.
Si fanno ipotesi.
Si esplorano possibilità.
Ma alla fine bisogna scegliere.
Cosa tenere? 
Cosa eliminare?
 Cosa semplificare?
 Cosa dire davvero? 
Questo vale per un’identità visiva, per un sito web, per una campagna, per un contenuto social.

E vale anche per gli strumenti che scegliamo di utilizzare.
L’intelligenza artificiale, per esempio, può ampliare enormemente le possibilità creative e operative. Ma proprio per questo rende ancora più importante avere una direzione.
Se tutto diventa possibile, diventa ancora più importante sapere cosa vale la pena fare.
Forse agosto serve proprio a questo:
non necessariamente a trovare nuove idee.
Piuttosto a guardare quelle che abbiamo già con occhi diversi.
A fare ordine.
A mettere in discussione qualche certezza.
A capire quali strumenti, intuizioni e progetti hanno davvero un futuro e quali invece possiamo tranquillamente lasciare andare.
Perché continuare a imparare è fondamentale.
Ma altrettanto fondamentale è concedersi il tempo per metabolizzare ciò che abbiamo imparato.
E forse una delle cose più creative che possiamo fare, ogni tanto, è semplicemente rallentare.
Non per smettere di pensare.
Ma per tornare a pensare meglio.

 

 

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